Auguri a Helle, ne ha bisogno

Il ritorno al potere dei socialdemocratici in Danimarca dopo dieci anni non segna la resurrezione della socialdemocrazia scandinava. Il 50,3 per cento del “blocco rosso”, guidato dalla bella Helle Thorning-Schmidt, è ben lungi dall’essere travolgente come avevano predetto i sondaggi. Nonostante la crisi economica, i liberali del premier uscente, Lars Løkke Rasmussen, hanno guadagnato un seggio e rimangono la prima forza nel Folketing.
9 AGO 20
Immagine di Auguri a Helle, ne ha bisogno
Il ritorno al potere dei socialdemocratici in Danimarca dopo dieci anni non segna la resurrezione della socialdemocrazia scandinava. Il 50,3 per cento del “blocco rosso”, guidato dalla bella Helle Thorning-Schmidt, è ben lungi dall’essere travolgente come avevano predetto i sondaggi. Nonostante la crisi economica, i liberali del premier uscente, Lars Løkke Rasmussen, hanno guadagnato un seggio e rimangono la prima forza nel Folketing. Il Partito socialdemocratico, pur conquistando la premiership, registra il peggior risultato dal 1906.
“Possiamo dire addio a dieci anni di governo borghese”, ha detto Thorning-Schmidt dopo la vittoria risicata. Ma se la leader socialdemocratica ha potuto iniziare ieri le consultazioni, è grazie al successo dei “bourgeois” del blocco rosso. Radikale Venstre, la versione danese dei Radicali liberali e libertari di Marco Pannella, ha raddoppiato i seggi, diventando il quarto partito del paese.
Con due soli voti di maggioranza in Parlamento, la neo eletta Helle Thorning-Schmidt faticherà a governare insieme a marxisti, ambientalisti e radicali, che già stanno litigando sull’abolizione dei prepensionamenti.
Nemmeno la sconfitta del Partito popolare danese anti immigrazione e anti islam deve illudere le anime belle dell’eurosinistra. La nuova Danimarca di Helle Thorning-Schmidt non sarà più aperta e tollerante di quella governata dai liberali di Rasmussen. Come spiega Peter Kurrild-Klitgaard, professore all’Università di Copenaghen, sull’immigrazione “la sinistra danese ha adottato le stesse posizioni restrittive dei partiti di destra”.